Canon A-1

(anno 1978) – Ecco la capostipite della mia collezione, come già anticipato nell’introduzione, la A-1 è stata la mia prima CANON. Nel 1980, anno in cui l’ho comperata, il marchio più blasonato era NIKON, i professionisti avevano Nikon ma le macchine fotografiche di questo marchio erano più costose rispetto alle rivali Canon.
Esisteva anche il marchio Nikormat (sempre Nikon), con fotocamere meno costose il cui mercato era comparabile con quello Canon.
Esistevano quindi i “Canoniani” e i “Nikoniani” che si sfidavano in modo costruttivo facendo crescere il mercato della fotografia. Per i motivi descritti nella Home Page, io ho preferito Canon e quindi con questa fotocamera ho iniziato la mia avventura ….

Prodotta in 2.430.000 esemplari, Canon introduce sul mercato, per la prima volta in tutto il mondo, una macchina superautomatica, la più complessa sino ad allora realizzata: la A-1.
Quella che vedete raffigurata in foto è dotata di impugnatura “sportiva”, in pratica un elemento in plastica da fissare a vite sopra il vano batteria per facilitare l’impugnatura.
Su questa macchina era possibile utilizzare a piacimento:

  • Modalità manuale
  • Priorità di tempi
  • Priorità di diaframmi
  • Modalità programma (la fotocamera sceglie automaticamente l’apertura e il tempo di otturazione più adatti)
  • Modalità stop-down

Questa flessibilità di utilizzo è dovuta esclusivamente all’uso del microprocessore che ha permesso di eliminare molta della componentistica meccanica.

Come già riportato nell’introduzione, per la prima volta apparvero nel mirino informazioni numeriche circa i diaframmi ed i tempi impostati, tramite led luminosi rossi (il colpo di fulmine che mi ha fatto “innamorare” e me l’ha fatta acquistare, spariva finalmente l’ago esposimetrico).

Era destinata al mercato dei fotoamatori, specie quelli fanatici di tecnologia (come il sottoscritto) e difatti ebbe un notevole successo commerciale. Per questa macchina, pur amatoriale, fu progettata una gamma di accessori estesa più che per le altre fotocamere di fascia bassa: motori per lo scorrimento della pellicola (ma non per il riavvolgimento), schermi di messa a fuoco alternativi (da montare come si fa oggi, visto che il pentaprisma era fisso), dorso datario, ingranditore ribaltabile S, ecc.

Tra questi, riporto la gamma di motori per il traino della pellicola progettata per la A-1 ma utilizzabili anche in alcuni modelli successivi:

  • Il modello più semplice è il Power Winder A, capace di 2 scatti al secondo ed alimentato da 4 pile a stilo oppure tramite accumulatore al nickel cadmio Battery Pack A (foto A).
  • Una successiva variante fu il Power winder A2 introdotto successivamente e dotato di selettore scatto singolo/raffica e connettore per scatto remoto (foto B).
  • Il più performante era il Motor Drive MA (foto C).
  • I progettisti Canon si erano accorti del gran consumo di corrente, e pertanto sono corsi ai ripari realizzando un alimentatore a batteria esterno: External battery pack A (foto D).

L’accessorio proposto costava veramente una fortuna; utilizzava due portapile già usati sui motori di trascinamento Power Winder A

I primi esemplari erano afflitti da problemi “di gioventù”, soprattutto per quanto riguardava le guarnizioni. La mia ha richiesto un intervento da parte del centro assistenza Canon di Milano, per la sostituzione di una guarnizione e per correggere la taratura dell’esposimetro: sottoesponeva di 1/3 di diaframma. Dopo tale intervento, ha svolto egregiamente il suo lavoro. Allego copia del Certificato di Garanzia (denominato PASSAPORTO) rilasciato dal Centro di Assistenza, dove risulta l’intervento di riparazione sopracitato (foto F)

Vorrei condividere con gli appassionati Canon che leggono questo mio sito, un dettaglio significativo sul prezzo di vendita della A-1 nel 1980, pari a 524.630 Lire italiane. Un prezzo decisamente elevato per quegli anni se lo confrontiamo con il mio primo stipendio da ingegnere, dello stesso periodo, pari a 500.000 Lire italiane.

I costi sono così suddivisi (vedi Fattura di acquisto foto E):

  • Corpo macchina A-1              220.000
  • Obiettivo FD 50mm 1:1,8       167.675
  • Astuccio di pelle                       32.000
  • + Tasse (I.V.A.)                      104.955

Da notare l’elevato costo dell’obiettivo (di scarsa qualità) rispetto al corpo macchina di valore decisamente più importante.

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