Canon IV

(anno 1951)

Siamo in presenza di un modello abbastanza raro, solo 1.400 esemplari prodotti. Solo la fortuna mi ha permesso di diventare possessore di questa rara IV, l’ho acquistata nell’ottobre 2018 per soli 42 euro ad un’asta dove era stata scambiata per una IVSB. Solo 10 partecipanti ma nessuno l’ha riconosciuta, neppure il venditore. Come potete vedere dalle foto, è un esemplare perfetto sia esteticamente che meccanicamente.

Il modo migliore per descrivere questa fotocamera, è usare le parole di Peter Dechert di cui pubblico un estratto:

“… È una versione di produzione finale aggiornata del modello Canon 1950, dalla quale si può facilmente distinguere per il fatto di avere la nuova scocca interamente nera, il marchio “Inc.” piuttosto che “Ltd.” nel nome del produttore, marcature ‘A<->R’ standard e numeri di serie oltre 50200. La IV è esattamente identica alla III con la sola eccezione della sincronizzazione della lampadina flash aggiunta attraverso la barra flash posta sul lato destro del corpo macchina: è stata la prima Canon generalmente disponibile con questa funzione …

… Quando iniziò la produzione del modello IV, era stato concesso (a Canon ndr) un brevetto giapponese sui suoi circuiti di sincronizzazione, basato sulla Canon 1950, e la Canon IV era il primo modello a portare l’indicazione di brevetto sull’etichetta posizionata nel vano di caricamento del film interno. Non molte IV furono costruite durante il suo anno di fabbricazione, e questo modello deve anche essere considerato abbastanza raro al giorno d’oggi …”

Nelle foto allegate, sulla Canon IV ho montato il Canon Universal Viewfinder (PRIMO modello). Poiché la Canon IV non ha il compensatore di parallasse, Canon ne ha realizzato uno regolabile, denominato Canon Finder Coupler, che si inserisce nella slitta della fotocamera. In una foto lo si vede interposto tra il corpo macchina e il mirino universale.

Nella scheda fotografica ho evidenziato la soluzione meccanica adottata da Canon, per trasferire l’informazione della messa a fuoco dal corpo macchina al mirino, al fine di fare collimare la visualizzazione dell’obiettivo con quella del mirino .