Canon EF
(anno 1972) – Trovo che la EF sia il perfetto connubio tra meccanica ed elettronica. Molto bella esteticamente con la sua livrea solamente nera, è anche piacevole da maneggiare nonostante i suoi 832 grammi di peso di cui 750 di componenti metallici. L’aspetto che più mi ha colpito, è il suo mirino: semplice, dove appaiono entrambe le scale per i tempi e per i diaframmi, e quindi di immediata comprensione anche ai fotografi meno esperti.
Nella foto è montato l’FD 17mm 1:4
E’ una fotocamera automatica a controllo elettronico, con priorità dei tempi, come nella tradizione Canon. Ha una meccanica molto raffinata, derivata dalla F-1 che è stata commercializzata solo un anno prima. Il suo otturatore metallico a scorrimento verticale, ha la particolarità di essere gestito sia meccanicamente (tempi veloci da 1/2” a 1/2000”) che elettronicamente (tempi lenti da 1” a 30”). A questo riguardo è doveroso specificare l’ambito elettronico di quel momento storico, non sono ancora usciti i Microprocessori e quindi siamo ancora nell’epoca analogica, dove il digitale fa le sue prime apparizioni. Altra interessante novità elettronica è il passaggio della lettura esposimetrica da Solfuro di Cadmio (CdS – resistenza fotoelettrica) al Silicio Blu (fotodiodo ottimizzato nello spettro del blu, equiparando la sua risposta a quella dell’occhio umano), per migliorare la risposta cromatica, oltre ad essere più rapidi e stabili nel tempo.
Poiché la finalità di questo mio sito è solo condividere la mia collezione con altri appassionati Canon, ritengo superfluo approfondire le caratteristiche tecniche dei vari modelli, se non salienti e determinanti per lo specifico modello che sto trattando. Rimando quindi al sito di Sandro PRESTA, molto esaustivo per gli eventuali approfondimenti del caso.

















