Canon AL-1
(anno 1982) – Fu l’ultima macchina prodotta della serie A, in quanto i modelli successivi furono la serie T, di concezione totalmente differente. Questo modello tuttavia aveva una particolarità: per la prima volta era presente un sistema di aiuto per la messa a fuoco
Nel mirino, variando la messa a fuoco manualmente, si accendevano dei led triangolari per indicare in quale direzione occorresse ruotare la ghiera dell’obiettivo; raggiunta la messa a fuoco corretta si accendeva un pallino verde.
Va ricordato che in quegli anni era iniziata la sperimentazione dei sistemi autofocus e Canon aveva già prodotto uno zoom FD con messa a fuoco automatica mediante telemetro incorporato nello stesso obiettivo (il Canon Zoom Lens FD 35-70 1:4 AF), mentre per la T80 furono prodotti i primi obiettivi FD AC con motore interno di messa a fuoco ed elettronica nel corpo macchina. Quindi la AL-1 fu un tentativo di contrastare la concorrenza, che già incorporava sistemi di aiuto per la messa a fuoco. Tramite delle particolari incisioni nello specchio: la luce passava, per via di uno specchio secondario, ad un sistema di prismi che scomponeva il fascio in tre porzioni, che inviate a tre sensori CCD effettuava un’analisi del contrasto, accendendo dei led nel mirino per suggerire la direzione in cui regolare il fuoco. Tale sistema venne denominato qF (quick focus).
La AL-1 segnò la fine delle fotocamere in stile tradizionale, come lo si era visto dagli anni 50 in avanti. Le macchine successive alla AL-1, denominate “serie T”, fecero da ponte verso il sistema produttivo e di design così come lo conosciamo oggi, in particolare la celeberrima T90.





















